5 test per riconoscere l’olio extravergine migliore

Migliore olio extravergine di oliva

Quando possiamo parlare di migliore olio extravergine di oliva?

Ora che l’estate è finalmente sbocciata le serate si fanno sempre più piacevoli e torna così la voglia di stare insieme, all’aperto, attorno a un tavolo, a condividere avventure, risate e preparazioni gustose.

Immaginiamo la cosa più facile e appetitosa che possiamo fare con pochissimi ingredienti. Ecco, esatto, per esempio le friselle con pomodorini, origano, un pizzico di sale, e un generoso filo di olio buono.

Sì, perché anche in una preparazione così semplice, un ottimo olio fa sempre la differenza.

Come capire se l’olio è buono

Le caratteristiche dell’olio extra vergine di oliva

E qui la domanda nasce spontanea: come riconoscere quando un olio extravergine di oliva è migliore rispetto a un altro? Si possono svolgere dei piccoli e semplici test che aiutano a distinguere un olio extra vergine di qualità, da uno più scadente. Infatti, pur non essendo degustatori professionisti, si possono riconoscere le differenze.

Queste prove di assaggio coinvolgono i sensi: dalla vista, all’olfatto, al gusto, naturalmente; vediamole nel dettaglio.

Caratteristiche olio extravergine di oliva

Come capire se l’olio è buono

Questa breve guida all’assaggio dell’olio extra vergine di oliva si compone di 5 esami base da eseguire, per riconoscere un olio di qualità, e riguardano:

 

Uno.

L’aspetto visivo: nonostante il colore non sia indicatore di qualità, esso ci dà delle informazioni importantissime, non tanto nell’immediato assaggio, quanto nell’evoluzione che l’olio potrà avere nel futuro. È, infatti, importante valutare se l’olio che scegliamo sia filtrato o meno, perché la filtrazione è fondamentale e permette al prodotto di rimanere stabile nel tempo ed evita che i residui possano inficiare la qualità, attribuendone difetti come avvinato e morchia. È sempre importante controllare che l’olio non sia torbido od opaco, ma fluido e trasparente.

 

Due.

Il profumo è un altro fattore molto importante per riconoscere se un olio extra vergine è di qualità, esso dipende molto dalla cultivar, ma anche dalla maturazione delle olive e dalla loro integrità. Un olio di qualità eccellente ha un aroma ricco e fruttato, un profumo di olive fresche, ma anche di lattuga ed erba tagliata, carciofo, spezie, mela verde e foglie di pomodoro. Tutti sentori che tenderanno ad un fruttato verde, soprattutto quando le olive vengono lavorate quando sono verdi.

 

Tre.

Il terzo indicatore di qualità è il sapore, perché per essere giudicato tale, un olio di qualità deve restituire sensazioni di amaro e piccante. Questi due sentori devono essere presenti, seppure in diverse intensità: il loro livello dipende molto spesso dalla cultivar, ma possono essere più o meno accentuati a seconda dei metodi di lavorazione. Questo perché è necessario dare all’olio extra vergine un equilibrio e un bilanciamento ottimale.

 

Quattro.

Quant’è importante la densità in questa guida? Molto, perché anche da essa si riconosce se l’olio in esame è di qualità o meno. Un extra vergine di qualità ha una densità media e non dovrebbe essere né troppo acquoso (sintomo di un olio datato o che è stato alterato) né troppo viscoso.

 

Quant’è importante la densità in questa guida? Molto, perché anche da essa si riconosce se l’olio in esame è di qualità o meno. Un extra vergine di qualità ha una densità tale da permettere al palato di degustarlo in tutte le sue sfaccettature, senza però lasciare quella sensazione di unto. Un olio di qualità deve lasciare la bocca quanto più pulita possibile, quasi ad invitare il degustatore ad assaporarne un altro po’.

 

Cinque.

L’ultimo elemento di questa nostra breve guida all’assaggio dell’olio riguarda il suo contenitore, ovvero la bottiglia, che deve essere di vetro scuro, per preservarlo dalla luce. Ma altrettanto importante è saper leggere quello che l’etichetta dice: un olio di qualità riporta informazioni dettagliate su:

 

  • la denominazione di vendita e categoria – con indicate la tipologia di olio e la categoria di appartenenza;
  • l’origine – paese di provenienza, con una specifica se il luogo di produzione è diverso dal luogo di raccolta delle olive;
  • la quantità netta;
  • le informazioni che riguardano la conservazione;
  • le importantissime informazioni nutrizionali – come valore energetico e composizione in termini di macro e micronutrienti;
  • il produttore e il lotto di appartenenza;
  • la campagna di raccolta;
  • ulteriori informazioni facoltative – come ad esempio la dicitura “prima spremitura a freddo” o “estratto a freddo”.

Grazie a questi semplici accorgimenti, è possibile riconoscere un extra vergine di qualità. Non è importante che si tratti di semplici bruschette preparate per gli amici sotto le prime stelle d’estate, o del piatto gourmet di un ristorante stellato: in ogni preparazione, un olio extra vergine migliore fa sempre la differenza.

 

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